domenica 13 agosto 2017

pensieri....

Sì, siamo vivi!
costruendo una terra di storia, meraviglia, curiosità,
dove niente è scontato, niente è gratuito, niente è banale.
Tu che sei piccola e trovi sempre il bello come solo i bambini sanno fare, un altro anno sta per passare, e presto saranno nove

giovedì 3 agosto 2017

Ludovico/Francesca

Ludovico in un abbraccio le aveva detto che niente era cambiato,
sebbene il tempo che gli restava fosse poco. Era poco come sporgersi da un dirupo senza nessuno a proteggerti dietro, a ripararti davanti
"Sai che ti ho amato sempre, e ti ho dato l'anima, così com'è, anche incerta nei colori"
E anche se lo sapeva, desiderava davvero sentirselo dire
"Tutte quelle storie sul fatto che non è necessario dirselo ..."
"No, infatti non lo è"
"Il pastore sai, ha una dozzina di pecore, sono poche, ma fanno buon latte, si preoccupa per loro ma non ha bisogno di dire niente, le lascia uscire, le fa mangiare, le riporta all'ovile. Sono pecore e a loro basa questo"
"Ma loro non sanno, quanto amore c'è in quei gesti ordinari"
Ludovico aveva sempre la risposta pronta, ed ogni risposta era buona purchè anche quel giorno aveva evitato di dire "ti amo"
"che non è la stessa cosa di ti voglio bene"
E' che siamo stati abituati male, con le parole.
Saprai che non ti penserò più dal momento in cui vivendo qualcosa di straordinario non verrò a raccontartelo.
E invece, vivendo qualcosa di straordinario, quasi ogni giorno penso che non vorrei essere con nessun altro al mondo che con te. Che ho desiderio di raccontarlo all'universo intero, ma a te per prima
Perchè quando lo racconterò la prima volta la mia voce vibrerà come corde di un'arpa e questo lo riservo solo a te. E quando mi accade qualcosa di straordinario penso alla faccia che faresti tu al mio posto, alle cose che diresti, al luccicare dei tuoi occhi.
Ecco perchè non serve dirti ti amo, se posso dirti qualcosa di più grande
S.C #ludovicoefrancesca

mercoledì 21 giugno 2017

D'Estate

E' buffo, lo so
arriva l'Estate
tu vuoi restare da solo a contemplare il verde nei tuoi ricordi immersi in un paesaggio di silenzi e di incanto
io invece vorrei poterti camminare accanto
e chiacchierare sotto l'ombra dei portici
mano nella mano, e parlare di quello che faremo
di quello che sogniamo.
Io ti racconterei dei miei progetti, del romanzo che ho
cominciato ormai da mesi
del teatro, della voce, della musica
e tu mi parleresti di quanti sogni avresti ancora
da far nascere e da realizzare.
E poi che un pò sei stanco
ma sempre vivo
in tutto quello che fai e che pensi e che dici.
E poi pranzeremmo con un gelato
guarderemo i turisti con l'aria frastornata i cappellini e i sandali coi calzini.
E rideremo di loro
E rideremo di noi.
Invece aspetto un pò in disparte che un'altra stagioni inizi
e lentamente anche lei lascerà questo cielo per 
andare altrove
e sorrideremo finalmente insieme
dopo aver giocato a lungo con il tempo
e infine ancora un altro Autunno 
ci abbraccerà di rosse foglie
Simona

domenica 18 giugno 2017

pensieri su un viale

Ed è giunta l'Estate, così anche per noi.
Il mare ci ha atteso con la sua danza di onde cullate dal vento, che cullava anche noi. E ci portava odori e antichi ricordi.
E' giunta anche per noi, l'Estate e il caldo torrido, e le lucertole sui muretti di pietra, le api ronzanti tra i rovi di more.
E mentre corri inseguendo un gatto, penso che è meraviglioso vederti crescere ogni giorno che passa.
E non c'è cosa più bella.
Anche se io sono sempre vento, tempesta, sono sempre mare agitato e neve gelida, nonostante questo caldo torrido. la mia anima è sempre in preda a mille emozioni che non so spiegare.
E non ci sei solo tu, con il tuo dolce sorriso a rischiarare le tenebre.
Vorrei che fosse tutto più semplice.
Invece no, le mie giornate sono sempre un eterno inseguimento di cose spesso inutili.
E tutto quello che non sono capace di lasciare perdere...
perdere per strada, come se fosse quasi per sbaglio.
Forse non sarei io
forse non saremo noi

sabato 27 maggio 2017

La vita è una cosa meravigliosa... se si ha coraggio!

Sono nata e cresciuta un pò da falsa vedente, anche se non ho mai potuto fare quelle cose che realmente fanno i vedenti e questo ha generato in me una serie infinita di complicazioni.
Nonostante tutto ho cercato di fare del mio meglio per essere felice. I risultati? Diciamo che nessuno al mondo è poi veramente e completamente felice e come dico sempre io "poteva andare peggio!" e lo dico ovviamente sempre con un sorriso.
Oggi mi ritrovo a vivere tra persone "multidotate" cercando e sforzandomi di capire cosa vuol dire, ancora oggi, la parola "normalità". A distanza di anni e con il tempo perciò mi sono resa sempre più conto che ciò che fa la differenza è la capacità di avere una mente aperta a mille diverse visioni del mondo.
Non ho fatto cose grandiose, ma un pò ci ho provato e ci provo ancora oggi.
E' tutto molto complicato, sebbene interessante.
Ho voluto, nonostante le mie difficoltà, affrontare il mondo così un pò come fanno tutti. Ho frequentato luoghi che frequentano tutte le persone che ne hanno voglia, senza dover per forza spiegare, inizialmente cosa mi distingueva dagli altri. E' il pregio e la condanna di avere qualcosa che soprattutto agli esordi è invisibile. L'unica cosa che ti rende diversa è sicuramente lo sguardo accigliato, l'essere quasi sempre imbranato, la lentezza nei movimenti in luoghi in penombra e sconosciuti. Ma comunque ho provato a frequentare luoghi di culto, partiti, movimenti, università, senza supporti e aiuti (anche se gli ultimi anni di università ho dovuto chiedere un tutor per accompagnarmi alle lezioni serali) ed infine dopo tanti anni quando la mia vista era ormai abbastanza compromessa ho anche deciso di fare teatro. Non avevo molte pretese ed ero certa avrei dovuto affrontare molte difficoltà ma ho cercato di vivere questa cosa con tranquillità e devo dire che sin dal primo momento le mie difficoltà non sono state diverse dalle difficoltà degli altri. Ho avuto la fortuna di trovare una mente giovane capace di far comprendere che in teatro ma credo così come nella vita, tutti dobbiamo adattarci a tutti. E non esiste che sia io a dovermi adattare a te, ma con intelligenza, spirito di sopravvivenza, ironia, capacità evolutive ecc ecc tutti ci adattiamo a tutti.
E' stata una bella esperienza che spero di poter ripetere e all'interno di questa esperienza non mi sono mai sentita emarginata per il fatto di non vedere come gli altri, anzi, piuttosto spesso mi sono sentita sopravvalutata! 
Eppure c'è chi ancora mi dice "Non hai continuato il teatro perchè sei quasi cieca e non vedi un tubo e quindi ti hanno un pò discriminato?" Beh a causa degli orari spartani credo di essermi autoemarginata per il fatto che sono una mamma, ma non è nemmeno questo il punto... sono scelte mie e non c'entra assolutamente niente questo. Piuttosto penso che le persone che mi hanno posto questa domanda siano le prime a pensare che io, in quanto non vedente, o ipovedente non possa fare teatro, o altro ancora. Poi però rifletto meglio e dico che forse il problema è nostro.
Se noi fossimo sempre meno ghettizzati e ghettizzanti, se imparassimo ad uscire un pò più fuori e se mostrassimo quello che si può fare (anche correre su un palco, fare le piroette e cose del genere, ovviamente provando "FORSE" un pò di più) allora le persone potrebbero comprendere meglio.
Ci sono domande che ancora oggi mi rivolgono, è normale che sia così, le persone che fanno domande sono le migliori, vuol dire che hanno voglia di comprendere, di imparare, vuol dire che sono interessate. Mi chiedono come può suonare una persona se non ci vede, come si fa ad utilizzare il cellulare, come si può cucinare, lavare i panni, fare l'amore, soffiarsi il naso e tanto altro ancora...
Ovviamente il mondo della disabilità è spesso colmo di gente acida che si imbufalisce se qualcuno con garbo o curiosità pone domande anche semplici e per noi banali. Ma per fortuna non sono tutti così!
E inoltre non credo affatto che per comprendere qualcuno bisogna per forza vivere come vive lui. Non servono poi a tanto le cene al buio se non hai la predisposizione mentale di accettare semplicemente gli altri per ciò che sono.
IMPARIAMO A CHIEDERE, qualsiasi cosa noi siamo
C'è un mondo da scoprire oltre il nostro naso, oltre i nostri tragitti, le strade che percorriamo, i luoghi comuni, gli stereotipi, le chiusure mentali, le paure...
E nelle nostre città, che sono belle, affascinanti, pieni di tramonti incantevoli, di mare, di sole, di cose profumate, di luoghi in cui andare e gente da conoscere, cerchiamo di vivere così come mi hanno insegnato in teatro. Viviamo considerando tutti gli altri. 
E se siamo come dicono la razza più intelligente tra gli esseri viventi cerchiamo di fare qualcosa perchè pure io ne possa essere convinta.
E cos'altro dire... oggi....
E riguardo le paure, ecco, vorrei imparare a superarne almeno un paio per riuscire a fare almeno la metà (tanto per iniziare) di tutte le cose belle che vorrei poter fare!
S.C

domenica 9 aprile 2017

La prima poesia della mia bimba (8 anni)

Amica farfalla
Arrivi in Primavera e colori il mondo con la tua bellezza
Hai un sottile vestito come una fatina di cristallo lucente
Indossi tutti i colori dell’arcobaleno e giochi tra le nuvolette nel cielo
Ti diverti come una bimba felice in un sogno
Scherzi con i bimbi, tra gli alberi
Tu fai germogliare di gioia il cuore dei bambini
Nina Di Giovanni

sabato 12 novembre 2016

poco a poco

Io immagino giorni freddi di Gennaio
ad inventarci un pomeriggio di normalità,
mentre passeggiamo mano dentro la mano
e solo noi sappiamo di che colore è la strada
e sono i palazzi 
e i volti delle persone 
e di che colore è la nostra felicità