Quando ero bambina e spesso mi capitava di sbattere, cadere, inciampare, non vedere qualcosa, non trovare gli oggetti per terra o davanti a me, e muovermi lentamente... mi dicevano che avevo la testa tra le nuvole e che indubbiamente vivevo in un mondo tutto mio scollegato dalla realtà, altrimenti non si poteva spiegare quella mia sbadataggine e quella innaturale lentezza. Sono trascorsi molti anni da allora e nonostante io abbia adesso coscienza delle motivazioni che mi portano a sbattere e inciampare anche se adesso lo faccio molto meno e ad essere lenta, non ho mai smesso di vivere con la testa tra le nuvole! E non solo metaforicamente dal momento in cui la testa tra le nuvole mi piace avercela sul serio! È vero che di per sè l'organizzazione di un viaggio mi procura spesso molta ansia, ma dal momento in cui si parte tutti i timori svaniscono e mi godo quella altezza sopra la terra sopra le nostre città sopra la gente e appunto... tra le nuvole. Volare è il sogno di molti, e l'invenzione dell'aereo é forse tra le più geniali oltre che utili! Volare è una sensazione bellissima, vedere la terra che piano piano si avvicina durante l'atterraggio e piano piano si allontana durante il decollo. È strano e non so spiegare il motivo per cui tante volte durante il decollo ho provato la sensazione e il bisogno di piangere. Indubbiamente è la paura del distacco... paura e piacere spesso si fondono in un'unica cosa e la mia vita attualmente è intrisa da questo sentimento.
Paura e piacere
In questa mia riflessione che nasce così di getto e senza tante correzioni voglio aggiungere anche l'emozione nell'incontrare tutti coloro che solitamente vivono dall'altra parte del mio mondo. Quelle persone che puoi vedere solo un paio di volte durante l'anno ma ogni volta che le vedi i ricordi e i momenti belli sono così intensi che ti accompagnano fino alla volta successiva, al prossimo incontro... rifletto anche sulle nuove persone incontrate e conosciute in questi ultimi viaggi. Sono sicura che qualcuno avrà notato di me solo gli aspetti apparenti, solo quelle cose che se potessi nasconderei per mostrare ciò che sono realmente! Ma spesso la stanchezza e anche la difficoltà di organizzare insieme a molte persone ti fanno apparire così come non sei realmente! E poi ci sono quelli che sembra che ti conoscano da una vita anche se è la prima volta che li vedi. E accadde quella magia che è rara e straordinaria!
Quando invece rivedi i tuoi familiari dopo tanto tempo è tutto diverso, non è come quando incontri un'amica. Rivedere i familiari una volta l'anno ti dà di più il senso del tempo che passa della distanza di tutte quelle cose che durante quell'anno ti sei persa! I successi scolastici dei tuoi nipoti, loro che crescono e che diventano sempre di più degli uomini e delle donne... loro che hanno un codice tutto loro un modo di muoversi diverso modo di parlare diverso... che non sono più dei bambini che non ti saltano in braccio... e poi, quei fratelli con i capelli brizzolati la barba lunga che ancora conservano qualcosa del loro essere bambini che un po' ricordi nonostante la distanza... quella voglia di giocare, di prendersi in giro di correre di restare ancora a volte con la testa tra le nuvole. Ho vissuto tanti anni questo sentimento che si scatena durante una separazione: Un treno che parte un aereo che si alza in volo e porta con sé mille ricordi, emozioni, sogni... una vita intera! Ed ogni volta che parto non sono più come ero prima, e non sarò più come sono stata. Ma l'amore, quello vero, quello che va oltre i legami di sangue e che nonostante i legami di sangue non è mai una forzatura... questo amore parte e ritorna con me ogni volta ed ogni volta mi spinge come una forza invisibile, mi alimenta come una linfa vitale perché io possa nuovamente ripartire con la testa tra le nuvole ma i piedi per terra
S.C
Attraverso le mie mani posso vedere là dove i tuoi occhi non potrebbero mai arrivare......
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sabato 28 aprile 2018
Con la testa tra le nuvole
lunedì 27 novembre 2017
NO AL RAZZISMO CONTRO I DISABILI DELLA VISTA
#falsiciechiofalsainformazione
#noalrazzismo #informiamoci
UN
DISABILE DELLA VISTA PUO’
Cucinare
da solo, lavarsi, rassettare casa, passeggiare, lavorare ed andare a lavoro,
prendere il treno, avere un cellulare, mangiare un gelato…
Ma
resta ugualmente un cieco o un ipovedente
PERCIO’…
Puniamo i
truffatori ma non diamo un’immagine sbagliata della disabilità visiva
NO
AL RAZZISMO INDOTTO DALLE EMITTENTI TV CONTRO I DISABILI DELLA VISTA
PASSAPAROLA…
mercoledì 1 novembre 2017
come trovare un oggetto PERDUTO
E’ il primo giorno di vacanze, il primo di una lunga
settimana. Sono le nove e trenta del mattino e nonostante mi fossi alzata alle
sette circa, la casa regna nel caos più totale: letti disfatti, tavolo con i
resti della colazione, bambina in stato brado che pascola tra le lenzuola
disfatte del suo lettino su cui sopra è stata trasferita in ordine sparso metà
della sua cameretta. In camera da letto tra pigiami quotidiani pantofole e
vestiti da selezionare tra sporco puzzolente e accettabile c’è più o meno lo
stesso delirio mentre nel salone albergano due stendini pieni di biancheria che
attende di essere piegata o stirata e sui tavoli del computer… nemmeno a
dirvelo!
Insomma dicevo, sono le nove e trenta del mattino e “PEEEEE”
il citofono.
Con molta spensieratezza penso
Il postino!
E vado a rispondere perché nonostante in questo gioco
del postino tutto il palazzo si ritrova a chiedere chi è dai rispettivi
citofoni e qualcuno impreca, a me piace essere educata, e poi non si sa mai, è
giorno di mercato potrebbe essere “la nonna!!”. Così rispondo e invece chi è? Anzi,
chi sono? La migliore amica di Nina con la madre e la sorellina
“Ieri abbiamo provato a chiamare per i compiti ma non
hai risposto così visto che stiamo andando al mercato siamo venute direttamente
a casa”
Il mercato è vicino casa mia. Bene, dico, accomodatevi.
Li faccio entrare in quel salone che in realtà è un mix
tra ludoteca e centro sociale, sul divano in un lampo faccio spazio facendo
scomodare peluches macchinine e dinosauri
(non guardando ai peli di dolcina ma su questi ultimi
chiudiamo un occhio)
Insomma la mamma di Zeneb e Safà è bellissima. Ha un
abito lungo comprato al Marocco questa Estate, e sembra una principessa, tutto
di seta con fulard abbinato.
Io: pigiama rosa in pile con cuoricini neri, capelli
che sembro uscita dal film Ammagheddon ma lei è cordiale e mi suggerisce di non
preoccuparmi perché anche lei quando è in casa ed è festa rimane allo stato
brado.
Dopo un po’ le bambine implorano la madre di poter
restare a giocare con Nina. Penso che va bene e lei senza farselo ripetere due
volte (io veramente dopo aver scritto i compiti alla bambina in una confusione
di libri avevo già preso i due giubbini) mi dice soddisfatta
“Allora io vado al mercato e poi ritorno”
E mentre velocemente scende le scale
“vi raccomando bambine non fate arrabbiare Simona”
Chiudo la porta e le bambine hanno già lanciato le
scarpe in mezzo al corridoio e si sono impossessate di TUTTO in cameretta
Dopo circa un quarto d’ora Zeneb preoccupata annuncia
di aver perso lo Slime
Io faccio una faccia da “L’esorcista il ritorno con
scopa elettrica” perché dovete sapere che lo Slime è una cosa infida che io
odio profondamente. E’ una schifezza molliccia che si appiccica e di cui
bisogna avere la massima attenzione.
Trasformandomi in Maria Montessori invoglio le bambine
a cercarlo (per fortuna è facile perché si trovavano dentro la cameretta)
allora suggerisco per prima cosa sopra e sotto il letto. Ma niente. Sopra e
sotto il letto c’è il delirio ma non lo Slime. Dopo una mezz’ora di ricerca mi
arrendo e le lascio giocare. So che dovrò cercarlo io ma sarà un’impresa folle
visto che questo slime quando si deposita su una superficie ne assume la forma.
Se è a terra, quindi, sarà spiaccicato sul pavimento letteralmente, se è su un
libro sarà appiccicato interamente alla copertina del libro. Insomma, il
panico. Dopo aver ordinato la camera inizio la ricerca e dopo aver rastrellato
tutto il pavimento comprendo che è una missione impossibile. Allora nonostante
mentre ci fossero le bimbe io ho fatto dieci cose contemporaneamente ho cercato
di ricordare quello che avesse fatto Zeneb aiutata da Nina. Alla fine dopo due
ore torna la mamma, le bambine volano via e io resto sola con il mio mistero. Dov’è
finito lo Slime. Mi sforzo di ricordare che le bambine appena arrivate hanno
preso questo coso, prima Safà, poi Zeneb, poi si sono messe i vestiti di
carnevale e la parrucca, allora vado nell’armadio cerco con le mani centimetro
per centimetro sui vestiti nell’armadio e dentro la parrucca. Niente! Poi mi
ricordo che Zaneb aveva anche scoperto i tre libri di Nina “Diario di una
schiappa” e ne aveva presi due. Conoscendo la psicologia dei bambini, so che,
se un po’ tra loro si somigliano, i bambini hanno il vizio di lasciare ciò che
hanno in mano nel punto in cui trovano qualcos’altro che li interessa. Dovunque
esso sia. Mi chiedo. Dov’erano messi i libri adesso? Di solito i libri sono nella
libreria ma diario di una schiappa aveva un’altra destinazione. Ma io non la
ricordavo più. E allora PENSA PENSA PENSA (come avrebbe detto Winnie the Pooh”
e mi ricordo. Certo che mi ricordo diario di una schiappa stava esattamente...
QUA! Infilo la mano in uno spazio libero esattamente lo spazio per i libri
sopra la mensola di una piccola libreria. Nemmeno guardo quando sento tra le
mie dita ed un peluche regalatomi da mia madre ai tempi di Coccolino
concentrato … lui! Lo schifoso Slime! Metà dello Slime è attaccato al culetto
del peluche, Nina felice esclama
“Sembra che abbia fatto la cacca!!”
Ma per fortuna il contatto con il peluche è durato solo
poche ore. Adesso lo slime oltre ad essere croccante e anche un po’ peloso ma
va bene così
“Mamma, cavolo perché se tu sei quasi cieca riesci a
trovare sempre tutto?”
In realtà ha ragione, ma il segreto è che forse a noi
retinopatici viene dato in dotazione un cervello di ricambio, perché non credo
che con un solo cervello si possano fare tutti questi ragionamenti. Così spiego
a nina che chiunque (FORSE) può farlo
“Ho ripercorso le cose che ha fatto Zeneb prima di
perdere lo Slime, e alla fine l’ho trovato e sai qual è il segreto? Il segreto
è osservare, anche se non vedi, osservare tutto quello che ti sta attorno. Ad esempio
Nina cos’è accaduto in questo momento?
Nina resta in silenzio
“che tu mi stai parlando?”
Sì, rispondo, certo ma anche che Dolcina è uscita da sotto il letto per andare a vedere Piccola che nel frattempo dalla stanza accanto ha
fatto rumore con la ciotola del cibo perché ha fame.
Ma Nina è già volata da un’altra parte urlando
“si si ho capito ho capito CONCENTRAZIONE!”
Ed è solo trascorsa mezza giornata!
giovedì 28 settembre 2017
Che cosa accade talvolta alla mente umana quando si perde in un pensiero di rabbia, quando non si riesce a ragionare.
A volte resti paralizzato da pensieri che altrimenti non avresti mai avuto. E' così terribile pensare che saresti capace di fare del male, di farti del male. E quanto è sottile quel filo che tiene appeso l'impulso alla razionalità.
Ho bisogno di stare da sola, raccolta in un angolo di tempo in cui tutto passa lento e il respiro attraversa il corpo...
Forse è che a volte il pensiero del male che ha spesso colorato di nero la tua vita affiora nel bel mezzo di uno spettacolo, senza che nemmeno te ne accorgi.
Pensi di essere riuscita ad andare avanti, a crescere a seguire la ua strada a realizzare i tuoi sogni. Ma il seme del male custodito nel profondo della tua anima affiora, senza avvisarti, ti senti così dolorosamente capace di tutto, come se il tuo cervello ed il tuo cuore fossero altrove.
Sono così terribilmente sola di fronte a questo mio pensare...
A volte resti paralizzato da pensieri che altrimenti non avresti mai avuto. E' così terribile pensare che saresti capace di fare del male, di farti del male. E quanto è sottile quel filo che tiene appeso l'impulso alla razionalità.
Ho bisogno di stare da sola, raccolta in un angolo di tempo in cui tutto passa lento e il respiro attraversa il corpo...
Forse è che a volte il pensiero del male che ha spesso colorato di nero la tua vita affiora nel bel mezzo di uno spettacolo, senza che nemmeno te ne accorgi.
Pensi di essere riuscita ad andare avanti, a crescere a seguire la ua strada a realizzare i tuoi sogni. Ma il seme del male custodito nel profondo della tua anima affiora, senza avvisarti, ti senti così dolorosamente capace di tutto, come se il tuo cervello ed il tuo cuore fossero altrove.
Sono così terribilmente sola di fronte a questo mio pensare...
domenica 24 settembre 2017
perdersi
Quelle volte che arrivi inaspettato,
come un battito forte
come riprendere il respiro
così che ti desidero tanto e nonostante il tempo
e nonostante questa pioggia di lacrime
nonostante mi hai spezzato il cuore
rivoltato l'anima
ogni mio sogno infranto...
cosa c'è di buono in questo amore
perduto
perduta che sono!
come un battito forte
come riprendere il respiro
così che ti desidero tanto e nonostante il tempo
e nonostante questa pioggia di lacrime
nonostante mi hai spezzato il cuore
rivoltato l'anima
ogni mio sogno infranto...
cosa c'è di buono in questo amore
perduto
perduta che sono!
domenica 17 settembre 2017
D'ombra
Talvolta mi rivesto d'ombra,
nel bisogno di intuire le linee, mentre l'aria gonfia lentamente i polmoni, di aria e di emozioni.
Ombra che nasconde i sorrisi incerti, la malinconia, le frasi perdute.
E mi piace poter seguire l'onda di un silenzio che non è mai silenzio.
In una penombra calma, lontana dai rumori di ogni giorno, lontana persino dalle cose che si vedono belle!
Ecco! Ritrovo qualcosa che avevo perduto nella luce:
ritrovo la bellezza di un profumo, di un respiro, di una piuma leggera che si posa sulla mia mano.
E non c'è nessun motivo di aver paura, mentre la notte lentamente nasconde i colori e le forme e tu ti addormenti perduta in un mondo di sogni
giovedì 14 settembre 2017
Sai quanta strada c'è per giungere al tuo cuore?
Più di tutta la strada che percorro ogni giorno e per ore.
Quanta strada spesso da sola e senza fermarmi un attimo e senza bere un sorso d'acqua.
Quanta strada c'è per raggiungere il tuo cuore e come vorrei potertelo dire.
che ti amo
intendo
che ti amo così come sei
e pensavo che ti amo sempre
anche quando mangi le mie patatine e ti pulisci le mani sulla mia maglietta
ti amo rubandoti il tempo, senza che te ne accorgi
come si amano i limoni aspri che danno i brividi
e su tutta la pelle non vorrei sentire altro che questo respiro
fresco e aspro.
Ed ecco che adesso sei tu a rubare il mio tempo
questi istanti di giornata
questi lunghi passi per giungere al tuo cuore
che li senti, li senti e ti volti altrove.
E poi ritorni come ogni giorno, dopo un giorno su questo palco sempre nuovo, a ricordarmi che ci saremo sempre
Più di tutta la strada che percorro ogni giorno e per ore.
Quanta strada spesso da sola e senza fermarmi un attimo e senza bere un sorso d'acqua.
Quanta strada c'è per raggiungere il tuo cuore e come vorrei potertelo dire.
che ti amo
intendo
che ti amo così come sei
e pensavo che ti amo sempre
anche quando mangi le mie patatine e ti pulisci le mani sulla mia maglietta
ti amo rubandoti il tempo, senza che te ne accorgi
come si amano i limoni aspri che danno i brividi
e su tutta la pelle non vorrei sentire altro che questo respiro
fresco e aspro.
Ed ecco che adesso sei tu a rubare il mio tempo
questi istanti di giornata
questi lunghi passi per giungere al tuo cuore
che li senti, li senti e ti volti altrove.
E poi ritorni come ogni giorno, dopo un giorno su questo palco sempre nuovo, a ricordarmi che ci saremo sempre
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